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L’ACCIAIO ITALIANO PUO’ SALVARSI

«L’acciaio cinese ci sta condizionando! La Cina aveva puntato ad uno sviluppo del 10% in dieci anni, mirando quindi a raddoppiare la propria capacità produttiva al fine di soddisfare i bisogni interni del Paese. Ma, ad oggi, lo sviluppo auspicato non c’è stato, fermandosi ad un più modesto 3,4%. A questo punto le possibilità del Governo cinese erano due, bloccare completamente la produzione o sovvenzionare l’industria siderurgica affinché continuasse la produzione esportando quella inespressa in Europa… come ha fatto.» A parlare è Massimo Fabbri, Amministratore Delegato Manni Sipre, controllata del Manni Group di Verona, azienda leader nella produzione di prelavorati in acciaio.

«Ad ora – prosegue l’Amministratore dell’azienda che maggiormente ha contribuito al successo di Expo Milano 2015 – la Cina ha una sovrapproduzione di 400 milioni di tonnellate di acciaio, mentre l’Europa ne utilizza circa 380 milioni di tonnellate, quindi un quantitativo addirittura inferiore all’eccedenza di produzione cinese. Questo ha provocato una preoccupante riduzione dei prezzi, arrivata a toccare addirittura il meno 40% in soli diciotto mesi: per questo motivo, attuando il Regolamento CE 1225/2009 del Consiglio, l’Europa ha deciso di imporre misure antidumping sull’esportazione dell’acciaio cinese.»

Ma, quindi, è crisi profonda, per il mercato dell’acciaio made in Europe?

«In questo contesto di grande difficoltà – spiega l’ingegner Fabbri – noi di Manni Sipre siamo fermamente convinti che chi è in grado di conferire all’acciaio un’attività di alto valore tecnologico e di servizi possa ancora farcela e vincere. Lo ha già dimostrato l’Expo Milano 2015, per il quale noi della Sipre abbiamo fornito sia la maggior parte dell’acciaio che numerose consulenze in materia di progettazione.»

Qual è, dunque, lo stato dell’arte del mercato dell’acciaio europeo?

«L’Europa, in questi ultimi anni, si è coalizzata in un mercato globale. Il Regno Unito – chiosa l’Amministratore di Sipre – è al primo posto per quanto riguarda il consumo di acciaio per le costruzioni, ma il primo produttore europeo resta la Germania. L’Italia sta pagando, ed a caro prezzo, la chiusura dell’Ilva di Taranto, che era la produttrice principale di acciaio del nostro Paese ed ora rischia di passare da protagonista a semplice importatore

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