Il divinus halitus terrae del Padiglione Zero

La struttura portante in acciaio zincato, realizzata da Manni SIPRE, riciclabile al 100% e rivestita da tavolati di abete, riproduce una sezione di crosta terrestre, mentre l’ossatura e la copertura ondulata sfruttano le caratteristiche di elasticità e malleabilità dell’acciaio: vincitore ai Wallpaper Design Award 2015 nella categoria Best Building Site, la struttura del Padiglione Zero, Divinus halitus terrae racconta, con un linguaggio emotivo e diretto, l’impatto dell’Uomo sulla Terra, dalla sua comparsa fino ai nostri tempi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo, analizzandoli come fondamentale trait d’union tra presente e futuro.

Michele De Lucchi, progettista della struttura, spiega:

Il Padiglione Zero riproduce un pezzo della crosta terrestre, sollevata dal terreno e posta in una posizione di preminenza. Utilizzando la schematizzazione delle curve di livello, riproduce il suolo terrestre, con montagne, colline e una grande valle centrale. I Colli Euganei, che si trovano tra Padova e Vicenza, sono il riferimento più diretto per un sistema costruttivo semplice ed efficace di struttura conica: le acque calde affioranti di Abano e Montegrotto Terme testimoniano la presenza di sommovimenti magmatici a piccola profondità e ci permettono di costruire un paesaggio evocativo dall’effetto molto naturale.

PADIGLIONE ZERO: UN VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

Un percorso emozionale ed affascinante tra grotte sprofondate in un’oscurità quasi assoluta che si contrappone agli spazi luminosi che si trovano al di sopra della crosta terrestre: il Padiglione Zero, servendosi di una chiave di lettura ‘altra’, conduce il visitatore alla scoperta degli abissi della Terra, accompagnandolo in una discesa inconsueta, ma illuminante, che si concretizza nella presa di coscienza che il nostro Pianeta debba essere tutelato fin dalle sue ‘radici’ più profonde.

Davide Rampello, curatore del Padiglione, riferisce:

Volevamo proporre un racconto che partisse dalla memoria dell’umanità, passasse attraverso i suoi simboli e le sue mitologie, percorresse le varie fasi dell’evoluzione del suo rapporto con la Natura, dall’azione di addomesticare il mondo animale e vegetale all’invenzione degli strumenti della lavorazione e della conservazione, e arrivasse fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea. Un percorso emozionale che da racconto universale si facesse storia individuale.

LE BEST SUSTAINABLE DEVELOPMENT PRACTICES DI EXPO 2015

Il Padiglione Zero ha racchiuso le diciotto Best Practices di Expo Milano 2015 selezionate per diventare standard di riferimento e modello di sviluppo per tutti i Paesi del mondo dal punto di vista ambientale, sociale, produttivo, tecnico e scientifico, rappresentando un vero e proprio simbolo di ‘condivisione e conoscenza’. Il bando internazionale aveva raccolto più di settecentoquaranta progetti, poi ridotti ai diciotto finali, testimonianza di cooperazione e scambio di conoscenze per la sicurezza alimentare.

SFIDA FAME ZERO. UNITI PER UN MONDO SOSTENIBILE.

È il nome del progetto delle Nazioni Unite, che il Padiglione Zero ha ospitato per sostenere una delle missioni fondamentali dell’ONU, “garantire a tutte le persone il diritto ad avere cibo sicuro e nutriente senza compromettere i bisogni delle generazioni future.”

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