Repubblica Ceca tra tradizione e modernità

Cos’hanno in comune la Die Rotunde di Vienna, la Tour Eiffel di Parigi, la Treasure Island di San Francisco, il Palazzo della civiltà di Roma, lo Space Needle di Seattle, il Flushing Meadow Park di New York, la Torre del sole di Osaka o il Ponte Vasco da Gama di Lisbona? Che sono tutti ex padiglioni espositivi che, col passare del tempo, sono assurti al ruolo di vere e proprie opere d’arte.

Quale sarà, quindi, il “padiglione-simbolo” di questa Expo 2015?

Quello del Brasile, con la sua rete? Quello della Svizzera con le sue torri di cibo? Quello dell’Austria con il suo bosco? Quello del Giappone, con la sua tecnologia e la sua coda di tre ore pressoché costante, l’alveare-padiglione-non-padiglione del Regno Unito, quello degli Emirati Arabi Uniti con il suo deserto o, magari, il Padiglione Zero con la storia dell’alimentazione umana?

Forse ancora troppo presto per dirlo, fatto sta che quello della Repubblica Ceca ha suscitato fin dall’inizio dell’Esposizione Internazionale grande interesse e curiosità, non solo tra gli addetti ai lavori: il merito è delle strutture modulari fornite da Koma, del progetto dello studio di architettura Chybik + Kristoff, ma anche dell’acciaio di Manni SIPRE e dell’elegante isolamento termico fornito dalle Isopareti Plissé di Isopan.

Primo ad essere completato, e inaugurato il primo di aprile 2015 dopo appena 135 giorni di lavori, il padiglione, dedicato alle innovazioni nella gestione delle risorse idriche, si estende su una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati, 700 dei quali di sola area espositiva. Smart, Green e Intelligent sono le parole d’ordine di questa struttura, caratterizzata da un design unico, reso possibile dai princìpi di costruzione modulare che gli consentiranno, al termine dell’Expo, di essere riciclato.

Come verrà recuperato il padiglione della Repubblica Ceca?

Grazie alla modularità e ai vantaggi di una struttura costruita a secco, il padiglione verrà interamente riutilizzato:

  • la piscina sarà trasformata in una piattaforma galleggiante
  • la struttura diventerà un asilo nido

<<Il concetto che sta alla base del nostro progetto – ha spiegato Ladislav Slamecka, project manager di Koma Modular Company – è quello di lavorare secondo i princìpi tradizionali dell’architettura ceca, il suo essere funzionale, che è l’idea originale di architettura propria degli artisti e ‘delle menti’ ceche.>>

Tradizione, quindi, ma anche innovazione, design e rapidità: sono questi gli aspetti principali del progetto di Koma che, per rendere unico il proprio spazio espositivo, si è affidata all’italiana holding Gruppo Manni, con Manni SIPRE e Isopan, leader europeo nella produzione di pannelli isolanti.

Per saperne di più sui pannelli Isopan clicca qui.

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